La prima gara organizzata

Dalle memorie di un fondatore:

“Abbiamo fondato la Ciclistica perchè eravamo grandi appassionati di ciclismo, uno sport veramente sentito a quell’epoca con un seguito pari al calcio, per la gente era un modo di stare insieme, dopo tanti anni bui”. La prima gara, quasi un azzardo: “Eh sì, abbiamo fatto tutto in poco tempo siamo stati anche fortunati, ma soprattutto avevamo tanto entusiasmo che ha messo in secondo piano le difficolta”

Il 9 luglio viene stilato lo statuto sociale mentre l’11 luglio si procede all’affiliazione alla Unione Velocipedistica Italiana, alla richiesta urgente di allestire una gara riservata alla categoria Dilettanti per il 15 agosto 1952. La data pare a molti molto azzardata dal momento che si è già a oltre metà stagione sportiva ed esistono concrete fifficoltà rappresentate dal calendario già saturo e dalle autorizzazioni da ottenere in così breve tempo. Ma l’impegno, l’entusiasmo, la passione e la tenacia dei dirigenti sono tali da superare ogni difficoltà e ogni possibile intralcio. Un antico adagio recita che la fortuna aiuta gli audaci e l’audacia dei dirigenti masnaghesi viene premiata. Capita infatti che a Brunate nel comasco, sono presenti in ritiro pre-mondiale gli Azzurri della nazionale Dilettanti giuidata da Maurizio Proietti, gli Olimpionici di Helsinki Guido Messina, Loris Campana e Guido De Rossi e la maglia bianca Ampelio Rossi, che raccolgono l’invito degli organizzatori a partecipare alla gara, così la “Coppa Martiri della Libertà” diventa una vera e propria pre-mondiale, uno straordinario avvenimento sportivo, la cui eco supera i confini del paese, della provincia, della regione.

15 agosto 1952: 1° Coppa Martiri della Libertà.

La corsa di disputa sulla distanza di 135 chilometri con partenza e arrivo a Costa Masnaga passando per Bulciago, Lurago d’Erba, Mariano Comense, Cantu, Como, Tavernerio, Alzate, Lurago d’Erba, Tabiago, Costa, Bulciago, Calco, Brivio, Cisano Bergamasco, Calolziocorte, Lecco, Erba, Albavilla, Tavernerio, Alzate, Lurago d’Erba e Tabiago. La tassa di iscrizione è fissata in £ 100 e i premi di classifica ammontano a £ 50.000. Nelle prime ore del mattino di quel 15 agosto 1952 Costa Masnaga brulica di atleti, dirigenti, tecnici, addetti ai lavori, giornalisti: un vero battesimo di fuoco, a cui i dirigenti masnaghesi si fanno trovare pronti, espletando tutte le operazioni preliminari con puntualità e competenza, prima del via fissato per le 9.30. L’organizzazione è impeccabile, la partecipazione oltre le più rosee previsioni (119 iscritti, 97 partenti), il livello tecnico più che eccellente, il risultato sorprendente: il “toscanino tutto pepe” Mario Vestri, che indossa la maglia del Pedale Monzese si impegna allo spasimo e riesce a sconfiggere Guido Messina (Lancia Torino) e Roberto Calabrese (SC Marianese) dopo 3h46′ di corsa alla media di 37.163 km/h.

Questo il commento alla gara da parte di Franco Parotelli inviato di “Ciclismo” il periodico dell’Unione Velocipedistica Italiana: “invasa dal tifo per lo sport della bicicletta, Costa Masnaga ha formato la sua società e in breve tempo ha approntato la gara battesimo in campo organizzativo. Febbrile attesa, dunque, che non è andata certo delusa per il numero e la qualità dei partecipanti. L’ottima organizzazione, affidata agli instancabili Facchinetti, Ciarloni, Fumagalli, Redaelli, Panzeri e Consolini, ha completato il successo di questa bella competizione, che è stata seguita dal presidente del Comitato Regionale lombardo Angelo Farina e dal commendator Cappellaro presidente della C.G.P.”.
Cronaca della gara: Vestri apre il libro d’oro sfruttando le sue doti di scalatore, al termine di una gara guardinga. Dopo un avvio tranquillo verso Cantù l’andatura si ravviva. Si arrestano per foratura Finetti, Besana e l’iridato De Rossi, il quale, dopo un poderoso inseguimento, riesce ad agganciarsi alla coda del gruppo. La battaglia divampa nelle prime posizioni alla vetta della Cappelletta transitano Ferri,Casartelli, Colombo, Barilà e Gatti con 50″ di vantaggio su un gruppetto di cinque corridori e 1’20” sul gruppo. I fuggitivi insistono di comune accordo ma ben presto, al primo passaggio da Costa Masnaga, dopo una salita dura e dal fondo pessimo, la pattuglia si sgretola; Barilà è solo, tallonato da Casartelli e Colombo. Alla caccia dei fuggitivi muovono Vestri, Negri, Messina, Fumagalli, Bernaschina, Pugliese, calabrese e Bevilacqua che al bivio Bevera accusano 2’10” da Barilà e 1′ da Casartelli e Colombo. A Cisano Bergamasco Pugliese parte solo alla caccia di Barilà, raggiunto e staccato a Cololziocorte, dove Colombo fora. A Maggianico Barilà è assorbito dal gruppo, Pugliese guadagna terreno a vista d’occhio, ma a Lecco è tradito da una foratura e si vede superare da nove inseguitori. Dopo l’ascesa della Villa Albese Negri tenta invano di piantare in asso i compagni di fuga, prima di lasciarli a Lurago d’Erba dopo un salto di catena. Ai piedi della salita che porta al rettilineo d’arrivo anche Barilà si arrende a una foratura. Sui primi tornanti cedono Bevilacqua, Bernaschina e Fumagalli; a un chilometro dal traguardo uno scatto repentino di Vestri è fatale anche a Messina e Calabresi che si contendono gomito a gomito la seconda poltrona sul traguardo. Alla corsa assiste un pubblico numeroso e partecipe, che incita indistintamente tutti i corridori.

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Arrivo della prima gara organizzata (15/08/1952)

Costa Masnaga vive una festosa giornata di sport, la prima di una lunghissima serie, che molti, forse, non avrebbero mai immaginato in quel lontano 1952.

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